
Diario di bordo di dvd (Davide):
Per gli assenti
Genovesi trapiantati a Roma e per quelli con il ginocchio in panne.... e in generale
per tutti, mi pregio trasmettere verbale Motoraduno Freewindisti del 14/06/03...
:).
Sabato 14/06/03, giornata di sole rovente come tutta l'ultima settimana, ore 9.45
appuntamento alla Foce, finalmente concordi sul luogo, per il quale tutta la lista
aveva dimostrato un profondo interesse (alle 15 del giorno prima erano ancora papabili
3 locazioni diverse...)
L'alba scopre gia' le prime vittime sul campo: Roberto, impossibilitato da impegni
di lavoro, 500 km di distanza e 8 quintali di moscerini (devo ammetere che la tua
email mi ha fatto commuovere...) e Paolo, tramortito sul talamo nuziale da un colpo
di mattarello assestato dalla moglie sul ginocchio, con conseguenti contusioni....
Rimaniamo in tre: io, Lorenzo e Claus. Alle 10 accendiamo i poderosi motori e partiamo,
fiduciosi della guida del mio satellitare, il quale, davanti a cartelli di 4 metri
quadri che indicano PALESEMENTE di girare a sinistra, procede testardo dicendo di
andare dritti....
Usciti dal traffico cittadino, sorpassiamo gli ultimi torpedoni e e cominciamo a
scaricare marce sulla statale per Piacenza, corroborati dal caldo che, contrariamente
alle previsioni, diventa sempre piu' opprimente al salire in quota: troviamo refrigerio
nelle poche gallerie che incontriamo, refrigerio al quale segue ulteriore shock
termico all'uscita....
Il viaggio continua tranquillo, snoccioliamo km su km dipingendo curve e controcurve
accompagnati dalla soave musica che inizialmente crediamo essere di una Goldwing
che ci tallona, mentre invece si tratta del poderoso impianto stereo che Lorenzo
ha sparpagliato equamente sulla sua moto, assieme a numerosi altri strumenti autocostruiti
che, unitamente al marsupio dal quale estraeva come Doraemon dal tascapane magico
(vedi piccole batterie atomiche per la macchina fotografica e via dicendo...) gli
varrano numerosi soprannomi, quali 'ispettore Gadget', '007', 'Transformer' et similia....
Facciamo una piccola sosta presso il bivio di Rovegno per la foto di rito: Falange
genovese schierata e rischio di investimento di moto & piloti da parte di novelli
Valentino Rossi che si buttano nel curvone a volo radente.
I 5 minuti di sosta innalzano la temperatura delle proprie giacche di circa 25 gradi,
decidiamo quindi di risalire in sella e partire alla volta di Brallo, gustandoci
lo stradone a curve larghe ed ampie e successivamente l'inerpicarsi su tornati &
tornantini.
Giunti finalmente a Brallo, sostiamo davanti all'osteria Serena, quel tanto che
basta per capire che non e' quella la nostra meta....un autoctono ci dice di passare
il centro (cavolo, eravamo in un paesello e sembrava di essere in via Montenapoleone!),imboccare
un bivio e arrivare a destinazione dopo pochi minuti.... al 20mo minuto di strada
in vallate dimenticate da Dio, cominciamo a chiederci se stiamo realmente andando
dalla parte giusta (anche il satellitare e' talmente disperso da non trovare ne'
nord ne' sud...), quando un sentiero sterrato si apre davanti a noi... come tutti
gli agriturismo che si rispettino non puo' che essere laggiu'!
Arriviamo al simpatico casolare alle 12.32, ci gustiamo il meritato riposo su sdraio
sotto l'ombra di un albero e nel frattempo veniamo divorati dai numerosi coleotteri
e insetti che brulicano nella zona: i milanesi ancora non arrivano.... alle 12.47
il padrone con fare interlocutorio ci chiede se abbiamo notizie...anche perche'
se proprio devono essere finiti giu' da un dirupo, perlomeno avvertano che qui all'una
si mangia!
Iniziamo a preoccuparci, quando giunge una mercedes classe A che sforna 14 bambini
probabilmente clonati all'istante....guadagniamo tempo prezioso e arriviamo alle
13.13, quando un rombo stile elicotteri in apocalypse now ci fa sobbalzare... sono
loro! Corrado, Dan, Francesco, Mattteo e Pierluigi arrivano finalmente dopo circa
tre ore, raccontando di strade chiuse per rally, curve effettuate contro ogni legge
della fisica e pieghe ai limiti dello specchietto :-p (questa e' per CAppa, tie'!)
Andiamo finalmente a mangiare e, noncuranti dell'incupirsi del cielo, ci abbuffiamo
come iene rubando la torta di compleanno ai vicini e disquisendo sul fatto che la
grappa del padrone sia piu' o meno a norma euro 2.... alle 3 si aprono le cateratte
del cielo e inizia il diluvio, per niente ridotto dalle nostre azzardate e quanto
mai maldestre previsioni del tempo.... passiamo un'oretta scommettendo su quale
moto sprofondera' per prima nel fango ormai limaccioso trascinando con se' le sorelle.
Finalmente spiove e troviamo il modo di ripartire alla volta delle proprie case....
ancora poche foto ricordo e un uragano tropicale si abbatte su di noi: ci rivestiamo
tutti come dei palombari (tranne Lorenzo, la cui moto - vera star del raduno- e'
naturalmente dotata di scialuppe di salvataggio), ma per fortuna dopo pochi metri
il sole torna a splendere... altra sosta per spacchettarci di nuovo e altra foto
ricordo... alle 17 circa ritorniamo sulla via che fin li' ci aveva portato.... portiamo
con noi il ricordo di una bellisima giornata in compagnia di amici che con noi condividono
la stessa passione, lo stesso motore, la stessa moto e soprattutto la stessa voglia
di stare insieme e di divertirsi....
Il ritorno e' tranquillo, a parte un colpo di testa di Claus che scatta in competizione
con la rover di un fighetto che faceva il furbo per le strade e un successivo allungo
sempre di Claus che, in aria di appuntamento romantico,ricarbura il motore con gli
ormoni in surplus...
Questo direi che e' tutto... . that's all folks!
Spero di rivedervi presto per un'altra sgambata! :)
Un salutone a chi c'era, a chi non c'era e a chi e' venuto con il cuore!
Diario di bordo di CAppa (Corrado):
Premessa: per leggere questo post e' utile prendersi un breve periodo di
ferie tanto e' lungo ;-)
Ho visto i contributi fotografici di tutti e il servizio mi pare gia'
completo anche se mancano le mie 6 o 7 che la consorte non mi ha ancora
concesso di scaricare sul PC (a lei la fotocamera serve per lavoro e se la
porta via sempre...).
Peccato che lo spazio a disposizione sia quasi esaurito: tutti gli
interessati alle foto (a Pier ci penso io) si scarichino quelle che
interessano in grande formato perche' tra qualche giorno verranno
conservate solo quelle in formato ridotto (io le conservero' tutte comunque).
Ho anche letto il completo report di Davide e pare tocchi a me aggiungere
qualche dettaglio from milanese side. Aggiungendo, purtroppo una nota
amarognola...
Apparentemente ci potrebbe essere ben poco da aggiungere: partenza
puntuale, tragitto percorso in tranquillita' fino a Pianello con sosta
dissetante. Con le prime curve in salita si notano Francesco e Matteo
fremere dietro alla safety bike di Pierluigi che pero' concede un'andatura
di tutto rispetto.
Ultimo del simpatico codazzo ci sono io che proprio quando stavo iniziando
a gustarmi le Val Tidone rischio di rovinare la festa a tutti...
Dopo aver preso forse troppo stretta una curva a destra mi sono ritrovato
non so come a non avere "spazio" per affrontare l'immediata curva a
sinistra e, complice il copioso brecciolino sul bordo, mi sono ritrovato ad
infilare la ruota anteriore nel canaletto laterale di scolo delle acque
ritrovandomi ovviamente per terra.
Avrei voluto tirar subito la moto e riprendere il gruppo facendo quasi
finta di nulla, ma il piede sinistro era rimasto incastrato sotto la moto
(forse sotto il telaio del portabauletti). Nel frattempo la sagoma di Dan
spariva dietro la curva poco piu' avanti ignaro dell'accaduto. Per fortuna
avevo appena superato un tizio su un Gilera che, rivelatosi un
uomo-bradipo, dopo essersi accuratamente tolto guanti, occhiali e casco ed
averli riposti con meticolosa cura sulla propria moto, finalmente ascolta
le mia doloranti suppliche di aiutarmi a sollevare la moto di quel poco che
consentiva al piede di uscirsene...
Nel frattempo il resto del gruppo torna indietro (forse piu' spaventato di
me) e mi aiutano a disincastrare la moto e a fare un piccolo bilancio:
ferita lacero-contusa al gomito (malgrado la protezione) doppia
feritalacero-contusa al ginocchio, caviglia dolorante, specchietto rotto
(da qui le allusioni alle pieghe fino a grattare gli specchietti),
serbatoio e focella ben grattati. Dopo qualche decina di minuti riesco a
convincere Pier di essere pronto a ripartire, cosi' perdiamo ancora un po'
di tempo per avviare la mia moto a spinta (forse si era ingolfata) e
proseguiamo il percorso con qualche pensiere in piu' per la testa.
La safety bike di Pierluigi contiene tutti ad una andatura ancora piu'
tranquilla e mi sento un po' in colpa perche' temo di aver tolto un po' di
divertimento agli altri...
A pochi Km dalla meta un Rally ci impedisce di proseguire, costringendoci
ad una deviazione che aumenta il ritardo (e la peoccupazione dei genovesi).
Tra una curva e l'altra l'umore generale torna "normale" (almeno spero) e,
finalmente, in un posto sperdutissimo dimenticato da molti (e anche dal GPS
di Davide...) al termine di un breve sterrato svetta un'antenna CB con
annessa bandiera italiana: non puo' essere che la moto di
Lorenzo-Gadget-Solchiere che, infatti, insieme agli altri affamatissimi
genovesi ci corrono incontro.
Del resto ha gia' detto Davide e non appesantisco ulteriormente il post.
Per quanto riguarda il ritorno, personalmente mi sono gustato il breve
acquazzone che ci siamo presi, ma solo perche' la mia dotazione antipioggia
era ineccepibile...
Ben peggio mi sono sentito quando, ormai in pianura, siamo dovuti rientrare
in una nube di caldo umido fino a pochi minuti prima dimenticata.
---Epilogo---
Appena entro in casa mi tolgo le scarpe e osservo ripetutamente quella
sinistra, tastandomi incredulo il piede e la caviglia, medico le ferite e
scopro un ampio ematoma in corrispondenza dell'osso del bacino, dolorante
ma innocuo, mi controllo di nuovo il piede, dolorante ma intatto e
funzionante e mi sento quasi miracolato...
Un'ora dopo arriva la consorte, dandomi giusto il tempo di nascondere
scarpe e jeans e di proporle una versione alternativa dell'accaduto che
cosi' recita: "in uno sterrato vicino all'agritur nel fare inversione ho
perso l'equilibrio e cercando di non far cadere ancora una volta la moto,
sono caduto anch'io con lei procurandomi inspiegabilmente quelle ferite..."
Qualche volta mentire e' necessario per la tranquillita' altrui...
Ciao a tutti
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