Descrizione della macchina enigma

 
La macchina enigma, inventata dal tedesco Arthur Scherbius intorno agli anni '20, fu un dispositivo di cifratura decisamente innovativo rispetto ai metodi esistenti fino a quel momento.
Venne largamente utilizzata dal terzo Reich durante la seconda guerra mondiale al fine di rendere le comunicazioni tedesche il più sicure possibili, specialmente per le comunicazioni telegrafiche.
La macchina enigma era costituita da una tastiera, simile a quelle delle macchine da scrivere, un visore costituito da lettere illuminate tramite lampadine e da un dispositivo elettromeccanico a sua volta formato da uno scambiatore, tre rotori ed uno statore.
Il dispositivo, pratico, veloce e facilmente trasportabile, era in grado di trasformare un testo in chiaro (plaintext) ,digitato sulla tastiera, in un testo cifrato (ciphertext) leggibile attraverso il visore tramite l'illuminazione delle lampadine del visore.
Il cuore della macchina è lo scambiatore costituito dai rotori e dallo statore i quali permettono la corrispondenza tra lettera digitata e visualizzazione attraverso collegamenti elettrici cablati nei dispositivi che essendo mobili possono cambiare a seconda della posizione dei rotori.
I rotori sono cilindri montati su un perno e che possono ruotare a scatti di 26 posizioni ciascuno quante sono le lettere dell'alfabeto in modo da ottenere una cifratura polialfabetica tramite la variazione dei contatti.



Ad ogni lettera digitata il primo rotore veniva ruotato di una posizione, mentre il secondo rotore effettuava uno scatto ad ogni rotazione completa del primo e la stessa cosa faceva il terzo rotore rispetto al secondo. Per questo motivo le combinazioni possibili sono 26 x 26 x 26 = 17576.
Il riflessore (statore) era fisso e possedeva la struttura simile a quella di un rotore, ma i contatti si trovano tutti dallo stesso lato per cui il segnale veniva rimandato indietro.
Dal momento che per ottenere un sistema di cifratura e decifratura sicuro non basta affidarsi alla struttura di un dispositivo, per quanto sofisticato potesse essere, è ovvio che doveva esserci qualcosa che garantisse la segretezza dei mesaggi. Questa garanzia, almeno in buona parte proveniva dalla posizione iniziale dei rotori che rappresentava la chiave che bisognava conoscere per decifrare correttamente il messaggio. Chi fosse venuto in possesso della macchina senza conoscere le chiavi che venivano distribuite nella maniera più segreta e sicura non avreppe potuto usarla. Un operatore che voleva trasmettere un mesaggio doveva posizionarea gli scambiatori secondo la chiave giornaliera, digitare il messaggio sulla tastiera e trasmettere il messaggio cifrato. Il ricevente doveva a sua volta posizionare correttamente i rotori secondo la chiave giornaliera (nella stessa posizione iniziale del trasmittente), digitava il messaggio cifrato sulla tastiera sulla e otteneva il messaggio originale. La dualità del processo di cifratura e decifratura era garantita proprio dalla presenza del riflessore.

I rotori e il riflessore erano costruiti nel modo seguente:

Rotore 1
Rotore 2
Rotore 3
Riflessore
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
R
X
E
K
J
Z
C
M
O
L
Y
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D
U
H
A
N
G
Q
F
S
B
T
A
B
C
D
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H
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J
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L
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Q
R
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T
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X
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V
G
S
N
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R
A
C
H
Q
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W
Y
U
K
Z
T
J
E
X
O
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
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M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
N
D
A
O
V
Y
K
C
S
J
P
G
F
U
I
Z
X
Q
B
W
E
R
L
M
T
H
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
G
M
D
C
W
I
A
U
F
X
Q
Z
B
R
V
S
K
N
P
Y
H
O
E
J
T
L



Per aumentare le combinazioni derivate dalla posizione iniziale dei rotori furono progettati ed introdotti dei rotori estraibili e sostituibili con altri o semplicemente disponibili in modo diverso garantendo 3! = 6 ulteriori combinazioni possibili ovvero 123 , 213 , 132 , 312 , 231 , 321.
Inoltre fu inserito un pannello frontale costituito da alcune bocchette che dovevano essere messe in comunicazione con 6 cavi con spinotti terminali che permettevano di scambiare ulteriormente 6 coppie lettere.


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