Utilizzo del dispositivo
Per un gran numero di applicazioni sarebbe molto comodo poter disporre di un amplificatore
con guadagno regolabile in modo dinamico e disaccoppiato elettricamente dal circuito
di amplificazione.
Ad esempio cio' è utile nei ricevitori radio o infrarosso per il controllo automatico
della sensibilità, nei trasmettitori per fare in modo che la percentuale di modulazione
raggiunga valori ottimali (compressore), nei preamplificatori microfonici per evitare
il fastidioso effetto della variazione del volume a seconda della distanza tra il
microfono e il parlatore.
Il controllo del guadagno di un amplificatore puo' essere utile per ottenere un
controllo automatico del guadagno tramite un'opporuna retroazione del segnale di
uscita, detto anche AGC (auomatic gain control), oppure per realizzare un controllo
digitale del volume.
Il circuito presentato in questa pagina è un preamplificatore microfonico con controllo
automatico del guadagno.
Principio di funzionamento
Il principio basilare sfruttato per realizzare il circuito è l'uso di un amplificatore
operazionale non invertente a cui è stata sostituita la normale resistenza di retroazione
con una fotoresistenza accoppiata con un led ad alta luminosità. Il led è connesso
all'uscita di un altro amplificatore operazionale non invertente, messo in cascata
rispetto al primo, ed avente un guadagno molto elevato (circa 100).
La fotoresistenza utilizzata puo' variare da 25 KOhm a 1KOhm rispetivamente se il
led con cui è accoppiata otticamente è spento o è acceso alla massima luminosità.
Il guadagno del primo operazionale puo' quindi variare dinamicamente tra 18(*) e
2. Se il segnale da amplificare è basso il led sarà inizialmente alla minima luminosità
e la fotoresistenza avrà un valore massimo; il primo amplificatore operazionale
quindi amplificherà al massimo il segnale che verrà ulteriormente amplificato dal
secondo operazionale che tenderà a ad avere una tensione di uscita alta. Il led
tenderà quindi ad aumentare la sua luminosità, ma cio' comporterà una conseguente
diminuzione del valore della fotoresistenza che farà calare il guadagno del primo
amplificatore operazionale e quindi anche la luminosità del led. La reazione e la
controreazione tenderanno quindi a compensare la variazione del segnale di ingresso
ottenendo in uscita un segnale avente un valore medio di tensione il piu' costante
possibile.
Schema elettrico e problemi correlati
Al fine di aumentare ulteriormente il guadagno totale e per rendere il circuito
piu' versatile (maggiore corrente disponibile in uscita) sono stati aggiunti due
stadi amplificatori ad emettitore comune in ingresso e in uscita al primo operazionale.
Sono necessari due amplificatori, e non uno solo, anche per evitare che il segnale
di uscita risulti in controfase rispetto a quello in ingresso.
E' stato inserito un diodo di protezione per evitare che la tensione in uscita superi
0.7 Volt durante la carica della capacità di uscita.
Poichè il circuito non lavora a tensione duale, ma singola, gli amplificatori operazionali
non sono in grado di amplificare la semionda negativa (tensioni negative) del segnale
in ingresso e il suono risulterebbe oltremodo distorto. Per ovviare a questo problema
è stata applicata una tensione costante in ingresso al primo amplificatore, tramite
un partitore resistivo, in modo che sia presente un offset di tensione in ingresso
ed in uscita. E' necessario che tale tensione sia sufficientemente elevata da consentire
la competa dinamica del segnale in ingresso (deve mantenersi sempre positiva), ma
che non sia neppure troppo alta per evitare che la tensione in uscita risulti troppo
elevata e si raggiunga la saturazione. Per quanto riguarda il secondo amplificatore
operazionale non è necessario amplificare alcuna tensione negativa poichè il led
non necessita di tale tensione; si desidera pero' che il led non sia mai spento,
anche in assenza di segnale di ingresso: per questo motivo è stato inserito un partitore
resistivo. Anche se, per quanto considerato precedentemente, il circuito ha la tendenza
ad illuminare in modo costante il led, il limitato guadagno degli amplificatori
potrebbe non essere suficiente per illuminare anche flebilmente il led in presenza
di un segnale in igresso troppo debole. Cio' è importante per ottenere un controllo
automatico del guadagno ottimale. In realtà il guadagno massimo di 18(*) del primo
amplificatore operazionale è un po' piu' basso di quello indicato poichè il valore
massimo della fotoresistenza non è 25 KOhm, ma circa 20KOhm poichè il led non si
spegne mai del tutto. Il valore elevato (100) del guadagno del secondo amplificatore
ha l'importante funzione di rendere efficiente la reazione.
Problemi: poichè il circuito amplifica maggiormente i segnali deboli rispetto a
quelli forti, e possiede un elevato guadagno, è sempre presente del rumore in uscita.
Il circuito deve essere alimentato con una tensione stabilizzata di 12Volt e consuma
mediamente 50 mA.
Fotoaccoppiatore
Per costruire il fotoaccoppiatore è necessario, oltre al
led ad alta luminosità ed alla fotoresistenza, un tubetto fortemente opaco, cilindrico
cavo e non arcuato. E' stato utilizzato un vecchio supporto cilindrico in bachelite,
lungo circa 5 cm, che è stato forato con un micro trapano in modo da consentire
il passaggio della luce e da ospitare al suo interno il led e la fotoresistenza.
Per ovie ragioni entrambi i componenti devono essere completamente all'interno del
tubetto cilindrico e devono avere un forte fissaggio con lo stesso e devono essere
allineati perfettamente.
Naturalmente le estremità devono essere riempite con un materiale molto opaco, come
della colla a caldo scura per evitare il filtraggio della luce esterna.
Realizzazione
Per rendere il circuito meno sensibile a fonti di disturbo in RF è stato applicato
sul retro della basetta un film metallico connesso a massa ed isolato tramite nastro
isolante e colla a caldo.
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