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Utilizzo dei filtri
I filtri sono dispositivi che permettono di attenuare (se
passivi) o di amplificare (se attivi) un determinato range di frequenze volute.
Possono essere realizzati attraverso molteplici strade ad esempio per via analogica
o digitale. Nel primo caso si sfruttano le caratteristiche di alcuni componenti
elettronici come condensatori ed induttori, mentre nel secondo caso il segnale da
filtrare viene campionato rendendoo digitale e scomposto nelle varie frequenze costitutive
(con certe approssimazioni). A questo punto si attenuano o si amplificanoi range
di frequenza desiderati e si trasforma il segnale da digitale ad analogico. La via
analogica è spesso la utilizzata per la maggiore semplicità progettuale rispetto
a quella digitale, ma soprattutto per i costi ridotti della via analogica.
In questa tratterò unicamente la via analogica semplificando il piu' possibile la
parte teorica.
Come realizzare un filtraggio analogico
I componenti che possiedono caratteristiche differenti a seconda della frequenza
del segnale che li attraversa sono i condensatori e gi induttori. Cio' si vede palesemente
dalle equazioni dei componenti:
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Componente
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equazione
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Resistenza o reattanza
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bassa freq
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alta frequenza
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dipendenza dalla
frequenza
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condensatore
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Ic = C *dVc / dt
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Req = 1 / jwC
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R alta
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R bassa
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si
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induttore
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Vc = L *dIl / dt
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Req = JwL
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R bassa
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R alta
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si
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resistenza
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V = R*I
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R = costante
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Costante
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Costante
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no
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Utilizzando queste semplici cognizioni si possono combinare
resistenze , condensatori ed induttori in serie o in parallelo per ottenere opportune
attenuazioni di un segnale. Nella pratica, fatta esclusione per i crossover passivi,
si preferisce utilizzare capacità anzichè induttanze per il minor ingombro e il
minor costo dei primi.
Il circuito rappresentato
qui sotto mostra come si effettua un filtraggio di un segnale audio (o BF ) in modo
che sia possibile regolare separatamente le frequenze basse da quelle piu' alte.
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Nel circuto si nota anche la presenza di due stadi amplificatori
per ogni canale che vengono utilizati per amplificare il segnale senza alterarne
considerevolmente la fase. Leggendo il circuito da destra verso sinistra si nota
la presenza di una capacità da 47 uF posta, attraverso una resistenza di variabile,
tra il segnale e la massa. Questa configurazione permette di eliminare le frequenze
piu' alte, che vengono portate con maggiore facilità verso massa perchè passano
facilmente attraverso la capacità. Al contrario le frequenze piu' basse non vengono
quasi attenuate poichè non riescono facilmente a passare attraverso il condensatore.
La resistenza variabile è utile per modificare l'attenuazione delle frequenze alte.
Il segnale proveniente dal " passabasso" viene filtrato dalla capacità di 4.7 uF
che effettua un' attenuazione duale alla precedente lasciando transitare con bassa
attenuazione le frequenze alte e con maggiore attenuazione quelle basse. La resistenza
variabile posta in parallelo al condensatore pemette di regolare l'attenuazione
delle frequenze basse. Questa parte del circuito prende il nome di "passa alto"
per ovvi motivi.
Infine il segnale viene amplificato piu' o meno in maniera costante per tutte le
sue componenti frequenziali e mandato in uscita.
Un circuito simile, ma piu' pefezionato e con maggiore possibilità di attenuazione
o amplificazione è mostrato nella figura sottostante:
Filtri passa-banda a parametri regolabili
Se desiderassimo un' amplificazione maggiore per determinati
range di frequenza dovremmo ralizzare un circuito simile ai precedenti, che preveda
un filtro passabasso ed un passaalto opportunamente combinati realizzando cosi'
un passabanda.
Per fare cio' nel modo piu' semplice possibile facciamo uso di un amplificatore
operazionale sfruttando la retroazione e le proprietà dei condensatori.
Una possibile realizzazione è la precedente (circuito realizzato durante i miei
studi universitari).
I parametri del circuito sono calcolabili tramite le seguenti formule (ricavate)

La funzione di trasferimento (solo il modulo), ovvero quele
è l'amplificazione del segnale per le diverse componenti frequenziali è mostrata
in figura.
Modificando i valori di R1, R2, R3 e C del circuito è possibile
variare la frequenza centrale (cioè quella frequenza in cui il guadagno è maggiore)
e la larghezza di banda.
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